I nostri temi  

   
Cinque per mille per BCP
hr

Iscriviti alla newsletter
hr

Seguici su Facebook
   

Ritorno a Sarajevo vent'anni dopo

Dettagli

La forza dell'amore e la tenerezza dei popoli durante la guerra                           

1992 – 2012 : Vent’anni.
Sarajevo con tutta la Bosnia ed Herzegovina ha attraversato anni di guerra crudele e devastante. Ha conosciuto anni di assedio; l’abbandono e l’ipocrisia della Comunità internazionale. Sarajevo e la BiH portano ancora oggi le ferite di quegli eventi drammatici. Dayton ha bloccato lo scontro armato, ma non ha aperto un vero processo di riconciliazione e di pace. Storici, scrittori, giornalisti, registi danno conto di questa realtà, di questa storia.

1992 – 2012 : Vent’anni.
Sarajevo con tutta la BiH ha conosciuto anche la strenua resistenza alla guerra e alla logica di guerra. Sarajevo è stata la testimone eroica e martire della convivenza multietnica, della condivisione e dell’aiuto reciproco tra famiglie, del superamento dell’identità religiosa nella solidarietà. Sarajevo è stata il terminal di una mobilitazione senza precedenti della società civile internazionale, di quella italiana in particolare;
sono state attivate forme nuove di interposizione nonviolenta contro il perdurare della guerra, iniziative politiche di informazione puntuale e diffusa, azioni di diplomazia popolare fino ai vertici ONU per arrivare alla pace.


Si sono sviluppate accoglienze, ospitalità, solidarietà di singole persone e di enti pubblici. È stata mantenuta una presenza continuativa, anche nei momenti più rischiosi, per essere a fianco dei più colpiti nell’assedio. In particolare si è garantito un servizio postale che mantenesse il filo della vita con i familiari e gli amici sparsi nel mondo e che rompesse quell’isolamento e quell’abbandono in cui tutti pensavano di trovarsi. Le strade della Bosnia, Sarajevo in special modo, hanno conosciuto nonostante la guerra, il cammino coraggioso di tanti volontari, l’amore e la tenerezza dei popoli.


Di tutto questo a vent’anni dalla cosiddetta Marcia dei 500 “Solidarietà di pace a Sarajevo” non esiste narrazione storica, né valutazione politica. Esiste solo memoria frammentata delle persone e dei gruppi direttamente coinvolti. La crisi in cui siamo come europei è più stabile e profonda del previsto. Tutti per la nostra parte siamo in difficoltà, ma anche oggi come allora, partendo dal riconoscimento della comune vocazione europea, solo la convivenza nell’accoglienza reciproca potrà aprire prospettive di una pace fatta di democrazia reale e di possibilità di futuro per tutti.


Siamo certi che anche Lei e la sua organizzazione siano convinti che sia giusto e doveroso fare memoria di quanto abbiamo vissuto, perché questo e non la guerra ci fa ancora incontrare con gioia e ci da ancora fiducia per camminare insieme.


Programma generale.

8 dicembre 2012.

Auditorium, Centro Scolastico Cattolico, Sarajevo, ore 9.30 – 12.
Sono invitati ad intervenire i rappresentanti delle istituzioni (sindaco, comunità
religiose, ambasciatore italiano, istituzioni a garanzia dei diritti umani).
Verrà inviato un programma più preciso una volta ricevute le conferme.
Alle 12.30 tutti i partecipanti presenti sono invitati a condividere familiarmente un pranzo assieme.
Nel pomeriggio, a partire dalle 14, inizieremo insieme il percorso della narrazione e della memoria della nostra storia condivisa.
Testimonianze della società civile sarajevese e italiana sulle iniziative e attività messe in atto per fermare la guerra, per mantenere la convivenza e per risolvere i problemi più pesanti.
Sarà allestita per l'occasione la mostra sul servizio postale da e per Sarajevo durante il periodo di guerra.

9 dicembre

La delegazione italiana si sposta a Srebrenica.

10 dicembre, anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.
Alle ore 9.30, prima di partire per l'Italia, la delegazione italiana invita la cittadi-nanza di Sarajevo ad un momento di celebrazione nel parco attorno al Monumento ai Bambini di Sarajevo.

Beati i costruttori di pace

 

Leggi anche l'appello