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Appello: Buon Natale alla Madre Terra

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BUON NATALE ALLA MADRE TERRA
23 dicembre 2012

A Natale ci scambiamo gli auguri perché la vita delle persone vada al meglio, con particolare attenzione ai genitori anziani  e ai poveri. Quest’anno abbiamo condiviso una celebrazione speciale per fare gli auguri alla comune vecchia madre, la Terra. Tra i poveri essa la “Grande Madre” è il povero più devastato e oppresso. Siamo cresciuti pensando di esserne i proprietari e i padroni.. Abbiamo dimenticato di essere parte di essa;  la nostra vita e quella dei figli che nasceranno dipendono dal suo stato di salute.

Sappiamo che è in grande sofferenza; impiega un anno e mezzo per recuperare quello che le abbiamo sottratto durante un anno. Invece di riconoscerci legati a tutti gli esseri viventi siamo diventati la più grande minaccia contro il sistema di vita del Pianeta.

Anche il territorio veneto risente del nostro atteggiamento di dominio: sempre meno terra per la produzione utile alla vita e sempre più terra occupata, a volte devastata, da cemento e asfalto con opere private e pubbliche. Spesso con le cosiddette “grandi opere” si scelgono le modalità più impattanti per il territorio e più pesanti per i costi. I figli e i nipoti pagheranno i debiti, che vengono fatti oggi con il sistema del “progetto di finanza”. Molte delle scelte più importanti, che modificano il territorio in maniera irreversibile, vengono sottratte alla partecipazione dei cittadini e alla trasparenza; non rispondono al bene comune della popolazione, ma agli interressi e agli appetiti di alcuni gruppi privati. Molte rimarranno incomplete.

Sono tante le persone che avvertono la necessità e l’urgenza di un cambiamento per prenderci cura e custodire il patrimonio di vita che è affidato alla nostra responsabilità. In questi ultimi tempi sono nati tanti comitati che cercano di fermare questa febbre speculativa e proporre scelte che rispondano ai bisogni reali della popolazione e siano più rispettose della “grammatica della Natura”. Siamo coscienti che il compito è per tutti, non per pochi. Per questo rivolgiamo un appello con grande fiducia alle comunità ecclesiali, agli amministratori degli Enti locali, agli imprenditori.

Alle comunità ecclesiali: riportiamo le parole del documento della Conferenza Episcopale del 1° settembre 2012 :  “Accanto all’annuncio infatti, è necessaria anche la denuncia di ciò che viola la sacralità della vita e il dono della terra… Vivere il territorio come un bene comune è un’esigenza di vasta portata, che richiama anche le comunità ecclesiali a una presenza vigilante. Il territorio, infatti, è davvero tale quando è abitato da un soggetto comunitario, che se ne prende realmente cura. …. Abbiamo bisogno di una pastorale che ci faccia  recuperare il senso del “noi” nella sua relazione alla terra…”

Agli amministratori degli Enti locali. La crisi in cui ci troviamo non è strutturale,  ma “entropica”. La  Terra così non ce la fa; non basterebbe il Pianeta. Non sarà la crescita quantitativa la via d’uscita, né le opere di urbanizzazione il serbatoio ininterrotto per le spese sociali. Chiediamo fiducia per affrontare insieme le difficoltà crescenti, per costruire comunità, accettando gli inevitabili limiti, ma condividendo una progettualità sostenibile. Chiediamo non di escludere, ma di sollecitare la partecipazione diretta della popolazione, in tutte le sue componenti, per valutare con obiettività e ragionevolezza  e per fare scelte condivise.

Agli imprenditori chiediamo di orientarsi a quella saggezza umana che non vede solo nella resa economica, il valore di un progetto e di un successo. Facciamo appello a loro in modo speciale, perché verifichino nei loro figli e nipoti la validità dell’eredità che intendono lasciare.
Non è sentimentalismo; non c’è niente di più concreto e di più storico di un figlio.

Anche la Terra attende con impazienza di poter rispondere pienamente alla vita dei figli, purché riconosciuta da tutti come Madre.

Padova, 23 dicembre 2012     I Comitati veneti per l’ambiente