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12. Moratoria, moratoria!

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14ottobre 2011

Moratoria! Moratoria!

Confindustria e Produttori tradizionali di energia elettrica chiedono una moratoria allo sviluppo delle fonti rinnovabili e agli impianti di accumulo: il vecchio mondo cerca di bloccare il nuovo.

 Ha ripreso vigore la battaglia fra produttori, grossi consumatori di energia e produttori di energia elettrica con fonti rinnovabili. La guerra è incorso da tempo, da quando le fonti rinnovabili hanno smesso di essere marginali ed hanno cominciato a "rompere le scatole" nella definizione del prezzo in borsa e soprattutto nella gestione della rete elettrica. Già nei mesi scorsi appena Terna aveva palesato i propri progetti per costruire impianti di accumulo, forte era stata la reazione di Enel e Confindustria. Ora lo scontro si è riacceso e non riguarda al momento impianti di pompaggio idroelettrici ma vere e proprie "batterie" per un totale di 130 MW, che Terna intende costruire nel Sud d'Italia per "evitare che parte dell'energia prodotta con le fonti rinnovabili vada sprecata".

In effetti il "vecchio" sistema elettrico è ormai compromesso dalla crescente produzione di energia elettrica da FER, energia più difficile da dispacciare rispetto a quella prodotta con le fonti fossili. L'intero sistema va cambiato perchè non ci sarà più equivalenza, minuto per minuto, fra produzione e consumo, pertanto occorre poter accumulare il surplus e rendere più intelligenti le reti, renderle capaci di funzionare in entrambi i sensi e riuscire a gestire la domanda di energia. Il sistema più semplice di accumulo è da sempre costituito da un bacino idroelettrico dove di notte si pompa l'acqua in modo da avere il bacino pronto in caso di necessità nelle ore di punta. Energeticamente è un assurdo ma siccome l'elettricità di notte costa poco mentre nelle ore di picco si vende a caro prezzo, ecco la cosa economicamente sta in piedi. Solo che i nostri sistemi di pompaggio non sono ubicati al sud dove ci sono impianti eolici e fotovoltaici, pertanto occorrebbe costruirne o costruire impianti a batterie come quelli indicati da Terna.

Ma i "vecchi" produttori tradizionali fanno le barricate: Aiget (Associazione Italiana di Grossisti di Energia e Trader) ha chiesto una moratoria sugli accumuli, esplicitando che se realizzati cancellerebbero il mercato per il servizio di dispacciamento (MSD) nome complicato per indicare il mercato col quale Terna si rifornisce dei servizi necessari a mantenere la sicurezza del sistema elettrico e ad acuistare potenza pronta ad entrare in produzione in caso di necessità. I sistemi di accumulo ridurrebbero questo mercato. Terna ha ribattuto che i sistemi di accumulo permettono di non perdere energia che altrimenti sarebbe buttata via, ma Aiget insiste che i cicli combinati a metano sono sempre più flessibili e "capaci di fare ginnastica"per usare le parole di Eugenio Fiorino (Aiget), cioè addirittura capaci di accendersi e spegnersi due volte al giorno per coprire i "buchi".

E' chiaro che qualcuno non è stato capace di prevedere i tempi e ha spinto la costruzione di centrali che secondo i business plan dovevano funzionare a ritmo pieno mentre è una benedizione se funzionano a metà ritmo. Siamo a metà ottobre e nonostante il blocco del gas libico, gli stoccaggi sono pieni e se il fotovoltaico produrrà quanto promette, nel 2010 consumeremo due miliardi e mezzo di metri cubi di gas in meno. Ma come mai il prezzo del gas sale? Beh da noi è ancorato a quello del petrolio e visto che nei contratti take or pay si paga anche se non si consuma il gas, il rischio è di un salasso. Solo ora si legifera per facilitare la diffusione di distributori per il metano per le auto, non ci si poteva pensare prima? Visto che di auto elettriche in Italia quest'anno ne abbiamo vendute in tutto solo 103?

Ecco allora il tavolo della domanda di Confindustria che, in una lettera indirizzata al ministro Romani, chiede un'altra moratoria, questa volta sulle rinnovabili, un ennesimo stop and go perfetto per uccidere un settore già duramente provato. Per l'eolico in verita' non sarebbe necessario visto che già è tutto fermo, chiare le parole di un imprenditore: "tutti gli investimenti che avevamo in programmazione in Italia sono bloccati perchè non sappiamo quale sarà il regime di incentivazione dal 2013 e le banche non concedono più i project financing" (Pietro Manzoni ad Falck Renewables). I progetti migrano all'estero, i posti di lavoro idem.

Proviamo a riassumere. Veniamo da una primavera in cui le FER sono state bombardate di critiche per i loro costi. L'ultimo aggiornamneto dei prezzi ha visto aumentare il gas e rimanere fissa l'energia elettrica, davvero strano visto quello che si diceva. Le FER in questa estate hanno fatto il botto: a settembre, terzo mese consecutivo, il sole ha prodotto 1,3 miliarid di chilowattora, sono quattro volte l'energia elettrica prodotta dal termovalorizzatore di Acerra da inizio anno, che A2A con orgoglio ha annunciato (il 13 ottobre) lavora al 100% delle sue potenzialità. A fine anno avremo più di 12 mila MW di pannelli installati (abbiamo già superato di 11 mila), davvero un record da Paese del sole!

I sistemi di pompaggio lavorano sempre meno perchè sono i cicli combinati a fare il loro lavoro, il sistema elettrico di conseguenza va cambiato e con esso il mercato attuale, come Aiget ha fatto indirettamente capire. Ovvio che i produttori tradizionali che questo sistema hanno contribuito a costruire si oppongano, meno lungimirante che Confindustria difenda le loro posizioni.

Serve un arbitro, un ministro che abbia in testa uno scenario e prenda decisioni durature, guardando in avanti e non all'indietro e liberi il settore dell'energia dagli speculatori per coniugarne lo sviluppo con il territorio e il lavoro. Ma la strategia energetica nazionale latita da anni e non c'è impegno assunto che sia stato rispettato con puntualità. Come pungulo Kyotoclub ha pubblicato una pagina web(*) per monitorare il ritardo che si sta accumulando nella pubblicazione dei provvedimenti attuativi del decreto Legislativo del 3 marzo 2011, n. 28 "Attuazione della direttiva 2009/28/CE sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili". Ma attenzione, ipotecare il futuro col passato è ciò che di peggio possiamo fare in questo momento. Bloccare le nuove fonti, ritardare gli interventi sulla rete significa solo condannare il Paese a una crisi ancora più profonda dell'attuale.

Roberto Meregalli (Beati i costruttori di pace)

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