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La nostra storia.

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“Beati i costruttori di pace” nasce come appello nel 1985, come associazione locale di Padova nel 1992 e come associazione nazionale nel 1997.

L’APPELLO

L’appello: Il nuovo movimento per la pace nato nel 1981 per contrastare gli euromissili, in particolare a Comiso, aveva visto la partecipazione attiva di molti cattolici, ma la gerarchia della Chiesa italiana, legata alle scelte governative, rimaneva diffidente. Molti aspettavano qualche segno rispetto al complessivo movimento per la pace. Nell’autunno del 1985 a vent’anni dal Concilio Vaticano II un gruppo di preti, religiosi e laici decide di lanciare un appello dal titolo “Beati i costruttori di pace” alla Chiesa del Triveneto. In sintesi. La pace è centrale per la Chiesa se vuole rimanere fedele al Risorto. La pace non può essere delegata ma affidata alla responsabilità di ciascuno nella vita di tutti i giorni. La pace non è confessionale o ideologica, non si realizza a parole, ma con scelte e percorsi individuali e comunitari, assieme a tutte le donne e gli uomini di buona volontà. Le mete sono la giustizia, il disarmo e la salvaguardia del creato; il tutto dentro alla scelta della nonviolenza attiva. L’appello, dopo una breve introduzione, propone una serie di percorsi che raccolgono i vari obiettivi del complessivo movimento per la pace. L’appello viene firmato nel Triveneto e ottiene un successo straordinario; viene sottoscritto da più di 5.000 preti, religiose e religiosi cui si aggiungono spontaneamente altre 10.000 firme di laici. Dopo la raccolta delle firme nasce l’esigenza di riconoscersi e trovarsi. Nascono così “Le Arene”, che sono i grandi momenti assembleari celebrati nell’Arena di Verona dal 1986 al 1993 con la partecipazione trasversale di pacifisti e di tantissime persone simpatizzanti della società civile. Vengono affrontati e messi a fuoco i grandi temi della pace con gli interventi profetici di tanti testimoni da tutto il mondo.
1986 – 4 ottobre : i temi dell’appello: educazione alla mondialità e alla pace, disarmo, obiezione di coscienza, stili di vita.
1987 – 30 maggio : L’apartheid e le obiezioni di coscienza.
1989 – 30 aprile : Giustizia, pace, salvaguardia del Creato.
1991 - : “ Dalla conquista alla scoperta ” a 500 anni dalla conquista dell’America Latina.
1993 - : “ Quando l’economia uccide bisogna cambiare ”.
Nel 1991 a gennaio: “Arena Golfo”; una convocazione d’urgenza in Arena per manifestare contro la I guerra in Iraq.
2000 al Palasport di Villorba (TV) “Arena 2000” . “Restituire per essere liberi” -
Il Giubileo 2003 Arena di Verona: “Giornata della bandiera arcobaleno - Per la pace mi espongo anch’io” a conclusione della campagna “Pace da tutti i balconi” per la quale l’Associazione ha fatto da punto di riferimento principale nella distribuzione delle bandiere della pace, in opposizione alla II guerra in Iraq.
Dall’Arena sull’economia del ‘93 è nata l’operazione “Bilanci di Giustizia”: si prefigge di modificare il sistema economico-sociale e politico partendo dalla “borsa della spesa”, dal controllo del bilancio familiare. Razionalizzando e diversificando le scelte aspira a una migliore qualità della vita nelle relazioni tra persone e con l’ambiente.
Nell’Arena 2000 è stata realizzata la “Carta degli impegni: E io che cosa posso fare” proposte per uno stile di vita libero e sostenibile.

ASSOCIAZIONE LOCALE GRUPPO BCP DI PADOVA

Nell’estate ’92 costituirsi in Associazione è stata una scelta obbligata per poter promuovere e gestire l’iniziativa di andare disarmati a Sarajevo durante l’assedio e poi tutte le altre iniziative di interposizione nonviolenta in zona di guerra.

ASSOCIAZIONE NAZIONALE

Dopo la forte esperienza in Bosnia si è presentata l’esigenza di continuare il rapporto con tanti gruppi e persone impegnati per la pace e la solidarietà internazionale. Nasce così l’Associazione Nazionale BCP. La struttura rimane molto leggera lasciando ampia libertà di azione e organizzazione a livello locale con persone e gruppi a Pordenone – Trieste – Vicenza – Brescia – Bologna – Firenze – Milano. L’Associazione rimane laica, aperta alla presenza e alla partecipazione di qualsiasi persona, senza alcuna pregiudiziale ideologica o confessionale; partecipa attivamente al complessivo movimento per la pace italiano.

L’INTERPOSIZIONE NONVIOLENTA PER LA PACE NELLE ZONE DI GUERRA

La drammaticità della guerra in ex Jugoslavia ha obbligato a ripensare a livello internazionale la presenza e l’azione delle persone di pace nelle zone di conflitto armato. La nonviolenza viene considerata metodo storico per affrontare tutte le situazioni, anche quelle ritenute impossibili come la guerra. L’interposizione nonviolenta e la diplomazia popolare diventano strumenti della società civile per portare solidarietà e sostegno alle popolazioni sofferenti dentro al territorio di guerra e per sperimentare nuovi rapporti con le Nazioni Unite e con la Comunità internazionale per arrivare a fermare la guerra e avviare i processi di pace. Nascono così le azioni dirette nonviolente e le “marce di pace” che caratterizzeranno per molto tempo l’attività prevalente di solidarietà internazionale dell’Associazione.

Bosnia

Dicembre 1992 : La prima marcia di pace con 500 persone fino a Sarajevo denominata “Solidarietà di pace a Sarajevo” – Lo slogan “Anch’io a Sarajevo”. Agosto 1993 : “Mir Sada” (Pace ora) con altre organizzazioni internazionali. 1 ottobre 1993 : tentativo non riuscito di attraversamento del fronte di guerra a Mostar da parte di 20 preti-frati e suore per arrivare al ponte. 3 ottobre 1993 : iniziativa simile dei volontari a Sarajevo. Tentativo di attraversamento del ponte Vrbanja. Nella circostanza è stato ucciso Gabriele Moreno Locatelli. 1993 - 1994 Stobreć:1994 : presenza a Sarajevo durante l’annunciata visita del Papa, impedita all’ultimo momento. 1995 : Iniziativa “Si vive una sola pace. Sognando ad occhi aperti un mondo di cittadini e non di vittime”. Tentativo di piantare la tenda della convivenza all’aeroporto di Sarajevo – Treno della pace partendo da Ancona sostando a Bologna – Venezia – Desenzano - Milano e arrivando a Ginevra per manifestare per la pace e incontrare le autorità ONU. 1992-1996 A Sarajevo e Gradaćać presenza stabile di volontari che vivono giorno dopo giorno i disagi e le difficoltà della popolazione creati dal conflitto, attivando piccoli servizi essenziali e assicurando la posta da e per Sarajevo. Dopo la pace di Dayton l’impegno è proseguito con iniziative di monitoraggio sul rispetto dei diritti umani, di accompagnamento di persone nel cambio di territorio, con attività di promozione della partecipazione alle elezioni e con progetti di animazione per bambini in alcune realtà particolarmente colpite alla periferia di Sarajevo, a Lukavica, Gorazde e Srbinje. In quest’ultima cittadina della Repubblica Serba è stato realizzato il progetto di cooperazione decentrata “Atlante”, in collaborazione con l’agenzia delle N.U. Unops. Nel 1993 l’Associazione pubblica il libro “Passo…passo…Anch’io a Sarajevo” edizioni Messaggero di Padova: raccolta dei documenti redatti, testimonianze, diari e lettere. Kosovo Fin dal 1993 l’Associazione partecipa alla Campagna “Per una soluzione nonviolenta in Kosovo”.1998 – 10 dic : con altre cinque organizzazioni pacifiste viene organizzata la mobilitazione internazionale nonviolenta “I Care”: 220 persone manifestano a Pristina in occasione del 50° anniversario della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo per la pace e contro il preventivato intervento militare della Nato.Primavera ’99 : L’Associazione è presente a Ulcinj in Montenegro per svolgere attività di animazione con i bambini albanesi del Kosovo presenti nel campo profughi. Estate- Autunno ’99 : L’Associazione opera in Kosovo con monitoraggio sui diritti umani e la riconciliazione tra albanesi e minoranze serbe, realizza progetti di animazione dei bambini e di educazione alla pace per gli insegnanti delle scuole della zona di Peja. Nel 2000 sulla base di queste esperienze l’Associazione raccoglie i documenti realizzati, rapporti, lettere, diari in un libro “Kosovo…da dentro il conflitto”.

Repubblica Democratica del Congo - Kivu

2000: Su invito esplicito della “Società civile” di Bukavu, con un coordinamento di associazioni italiane e straniere, e con la partecipazione delle organizzazioni di “société civile” locali si lavora un intero anno per preparare un evento di pace dentro a una particolare situazione di 2 anni di guerra che coinvolge tutta la parte orientale della Repubblica Democratica del Congo, in particolare la regione del Kivu. Febbraio –Marzo 2001: a Butembo, nel nord Kivu, si dà vita a un Simposio internazionale per la pace, a una preghiera interreligiosa e a una marcia della pace alla presenza delle autorità religiose, civili e militari del luogo e con la partecipazione festosa e corale della popolazione, dei gruppi di società civile del Congo orientale e di 300 italiani giunti attraverso la savana con i mezzi di trasporto locali. Nella zona dei Grandi Laghi l’iniziativa è stata considerata il vero punto d’avvio del dialogo intercongolese, che ha portato alla formazione del Governo di transizione e alle prime elezioni democratiche nel 2006 dopo 60 anni di dittatura. 2002 : preparazione di un altro simposio per la pace a Kisangani da realizzare dal 22 al 27 maggio, saltato all’ultimo minuto su intervento del Vescovo in seguito al Massacro in città del 14 Maggio provocato dalle forze ribelli. 2006 : luglio e fine ottobre: due missioni di osservazione elettorale nella Repubblica Democratica del Congo nel Kivu la zona più sguarnita di osservatori internazionali, ancora teatro di tensioni e di possibili scontri armati. Esperienza di tipo nuovo come missione e come impegno formativo. Ha avuto un riscontro lusinghiero sia per i partecipanti che per il riconoscimento internazionale. Un segnale nuovo è stato dato dal Governo italiano che ha messo a disposizione un aereo di Stato per trasportare dei “civili in missione di pace”.

PARTECIPAZIONE AD AZIONI INTERNAZIONALI SIGNIFICATIVE

1994: visita in Burundi con un gruppo di giornalisti italiani per fare informazione sull’Africa. 1998: monitoraggio in Chiapas.27 marzo – 4 aprile 2002 : Una delegazione dell’Associazione partecipa all’azione di interposizione “Action for peace”: 400 pacifisti impegnati in azioni di diplomazia popolare, manifestazioni per la pace con israeliani e palestinesi assieme, interposizione nonviolenta a Ramallah. Stilato il documento: Lettera a tutti i cittadini di Israele e Palestina. Dicembre 2002: visita in Iraq con una delegazione italiana di rappresentanti della società civile e parlamentari. Gennaio – febbraio 2003: Attività bandiere contro la guerra “Pace da tutti i balconi!”. Falluja. Documento e raccolta di firme per far prendere posizione alla presidenza della CEI. Estate 2003: Seconda delegazione a Bagdad per incontrare gruppi della società irachena per la partecipazione alla costruzione della pace e della democrazia.2005: monitoraggio alle elezioni parlamentari in Palestina. 2006: adesione al coordinamento “Afgana” per approfondire la conoscenza dell’Afghanistan oltre al tema del ritiro delle truppe italiane e per un percorso con le diverse realtà della società civile afgana che porterà a una conferenza nazionale a Kabul e a una conferenza nel maggio 2011 in Italia. 2009: partecipazione alla “Perugia – Assisi” in trasferta a Gerusalemme.

E inoltre… L’Associazione ha aderito alle principali campagne di sensibilizzazione proposte dalla società civile italiana negli ultimi anni (messa al bando delle Mine, Tavolo della pace, Venti di Pace, Marcia Perugia – Assisi, Chiama l’Africa, MAI dire M.A.I., Obiezione alle Spese Militari, Rete Disarmo, Controlarms, NO Dal Molin, No F35, World Socia Forum, Territori disarmanti, Tavolo sui Corpi civili di pace, l’Africa non è in vendita, Riforma dell’FMI e della Banca Mondiale).

DISARMO E RICONVERSIONE INDUSTRIA BELLICA

Non è possibile costruire in positivo la pace senza affrontare la struttura economica e sociale della produzione e del commercio delle armi. Il disarmo rimane un pilastro ineludibile per realizzare la pace. Le armi uccidono non solo quando vengono adoperate, ma anche quando vengono prodotte derubando la maggioranza dell’umanità di una quantità enorme di intelligenza, tecnologia e risorse essenziali per la vita. L’Associazione ha sempre lavorato chiedendo con digiuni, campagne, manifestazioni la riduzione delle spese militari, la riconversione dell’industria bellica. In particolare, l’Associazione ha fatto da capofila per una serie di iniziative contro il nucleare.

6-9 AGOSTO: HIROSHIMA - NAGASAKI

Ogni anno dentro a queste giornate, nonostante il periodo delle ferie, l’Associazione dà vita ad iniziative volte a sensibilizzare sul problema della pace e a promuovere campagne per raggiungere il disarmo atomico, come primo passo verso il disarmo generale. Spesso le attività si svolgono nelle località italiane legate alla presenza di ordigni atomici (Longare, Ghedi, Aviano), ma non solo. Nel 2005, nel 60° anniversario dello scoppio dell’atomica, tra le varie iniziative, è stata invitata ed è stata toccante la testimonianza di Seiko Ikeda, una hibakusha colpita e sopravvissuta all’esplosione atomica.Inoltre è stata allestita una mostra e curato un Dvd “Le gru di Sadako” utile per l’attività nelle scuole. Dal 2009 gli anniversari di Hiroshima e Nagasaki vengono ricordati con una manifestazione in bicicletta (“Pace in bici”) per unire alla sensibilizzazione sul disarmo un chiaro connotato ecologico e di sobrietà, con il desiderio di coinvolgere direttamente le organizzazione gli enti locali toccati dall’itinerario ciclistico. Nel tragitto i partecipanti raccolgono tra i Comuni l’adesione all’associazione “Mayors for Peace” (Sindaci per la Pace), presieduta dal sindaco di Hiroshima, e alla Campagna per promuovere una Convenzione internazionale che metta al bando le armi nucleari.

AVIANO – VIA CRUCIS

La base statunitense è sempre stata uno dei luoghi simbolo di molte attività dell’Associazione: in particolare nel ’99 con la tenda della pace e il digiuno contro la guerra in Kosovo, la conclusione annuale del 9 agosto (Hiroshima - Nagasaki) e la conclusione della Via Crucis annuale, la Pordenone - Aviano iniziativa cominciata nel 1997. Ci sono stati tentativi di dialogo con il cappellano militare e anche con le autorità militari statunitensi per visitare il sito delle atomiche dentro la base ma senza risultato. Il gruppo BCP di Pordenone lavora anche con un coordinamento di preti del Friuli Venezia Giulia. Il frutto più significativo in questi ultimi anni è la lettera di Natale alle chiese.

UN FUTURO SENZA ATOMICHE

Nel 2007 è stata lanciata la campagna per la proposta di legge di iniziativa popolare per dichiarare l’Italia Paese libero da armi nucleari. L’Associazione si è impegnata sia nella promozione che nella realizzazione della campagna, assieme ad altre associazioni. Il 27 marzo 2008 sono state consegnate alla Camera dei deputati 67 mila firme, ora già controllate e accettate come valide per poter continuare l’iter parlamentare della Legge di iniziativa popolare. L’impegno continua per raggiungere il risultato in Parlamento, anche se difficilmente verrà approvata la legge proposta. C’è stato un interesse di alcuni parlamentari che hanno raggiunto un’intesa …….. Sulla tematica l’Associazione sta allargando la rete di Enti locali che aderiscono alla campagna mondiale di “Mayors for Peace” (Sindaci per la pace) alla raccolta di “Please”.

NO DAL MOLIN

L’Associazione ha sempre partecipato attivamente a tutte le iniziative contro la decisione di una nuova base militare statunitense a Vicenza, svolgendo una funzione di mediazione fra le varie anime del movimento e contribuendo anche con iniziative proprie a tener viva la partecipazione della cittadinanza. Per questo ha sostenuto anche un conflitto con il Sindaco della città nell’iniziativa del 6-9 agosto 2008. Un’esperienza significativa e coinvolgente è risultato “La pace non va in ferie. Digiuno senza sosta” con un digiuno di 15 giorni da metà agosto 2009, continuato con la presenza a rotazione di persone fino all’8 novembre, giorno della Marcia Mondiale a Vicenza.

EDUCAZIONE E FORMAZIONE

Dall’inizio del ‘96 l’associazione ha attivato una convenzione con la facoltà di Magistero dell’Università di Padova e Cattolica di Milano, per consentire a studenti Scienze dell’Educazione di svolgere il loro tirocinio pratico presso l’associazione, in alcuni progetti per le scuole tendenti ad educare alla pace, all’Europa e alla legalità. Beati i Costruttori di Pace è un’organizzazione associata al Dipartimento UNU per l’Informazione.

ATTIVITA’ SCOLASTICA

Dal ’96 al 2002 l’Associazione ha offerto agli studenti delle scuole del territorio percorsi di educazione alla pace attraverso l’analisi dei propri consumi, il confronto con le regole e l’affermazione dei diritti, alla luce anche delle varie culture che via via si stavano affacciando nella realtà locale e nazionale. Un progetto particolarmente ambizioso è stato proposto alle scuole superiori di Padova sull’Europa a pochi anni dal trattato di Maastricht sulle opportunità di scambio di esperienze e di lavoro in Italia e in Europa per i giovani, e che ha visto alla fine del percorso la partecipazione di una rappresentanza di studenti ad una seduta del Parlamento Europeo a Strasburgo e una visita all’ONU di Ginevra.Dal 2003 con il contributo del Comune di Padova sono stati avviati numerosi progetti rivolti agli studenti delle medie superiori su un ventaglio di proposte scelte dalle scuole stesse: dal commercio delle armi al nucleare civile e militare, dai diritti umani in città alle varie tipologie di immigrazioni mettendo a confronto anche modelli educativi molto diversi tra loro come quello africano e quello occidentale.

SEMINARI E CONVEGNI

Partecipare è cambiare! Dal 2005 fino al 2008 è stato promosso e organizzato per la cittadinanza di Padova un ciclo di incontri culturali su temi di attualità di interesse generale. Le conferenze hanno riscosso un giudizio complessivo molto positivo sia per le risposte dei partecipanti, che per la qualità degli interventi e l’autorevolezza dei relatori. L’Associazione promuove anche convegni di particolare rilevanza sociale ed ecclesiale. In particolare hanno avuto un buon riscontro i convegni: - “La Chiesa ha il potere di rimettere tutti i peccati? – Evangelizzare la Chiesa a partire dai divorziati, dai separati …”; - “Perché solo Gesù. Cristianesimo: religione del libro o fede nell’uomo?” - “Il mandante – L’assassinio del Cristo secondo Giovanni” - “Cercavano di ucciderlo. Il pericolo Gesù”- “I Vangeli del Natale. Storia o teologia?” - “Lo scandalo della misericordia”.

Nel corso del 2009 l’Associazione ha organizzato incontri a scadenza mensile, denominati "Prima domenica del mese”. Affrontando temi di interesse attuale con una metodologia più partecipata ed interattiva. Le tematiche scelte rientravano tra le attività che da sempre hanno contraddistinto l’associazione: la realtà nell’est della Repubblica Democratica del Congo; la riproposizione del nucleare civile in Italia e lo stretto collegamento tra civile e militare; l’emergente razzismo in Italia; come capire meglio la crisi internazionale della finanza e dell’economia e come proporre soluzioni alternative; un’analisi più approfondita del movimento per la decrescita economica e gli obiettivi di un nuovo modello di consumo e di stile di vita.

PROMOZIONE UMANA

È un servizio quotidiano di pronto intervento con assistenza alle persone per i loro bisogni e urgenze di vario genere, anche con percorsi giuridico-istituzionali, ricerca lavoro, ricerca casa. Una particolare attenzione è rivolta agli immigrati e ai sinti e ai rom. Inoltre nella sede viene spesso data ospitalità a persone con problemi di emergenza abitativa finché non venga trovata una soluzione idonea. L’esplosione della crisi si rivela principalmente nella perdita del lavoro. C’è stato un incremento esponenziale delle famiglie che accettano anche il servizio di una borsa alimentare mensile: dalle 80 famiglie bisognose richiedenti aiuto nel 2007 siamo arrivati alle 2.370 all’inizio del 2011 per complessive 18.279 persone; il trend è in aumento e il 30% di esse sono famiglie italiane. In sede si fa anche un servizio mensa per persone in particolare stato di disagio e difficoltà.

ABRACCIAPERTE

Dal 2008 è partita un’esperienza con i rappresentanti di una ventina di associazioni e organizzazioni per una costante attività di sensibilizzazione culturale con la popolazione sulla situazione degli immigrati, cercando di contrastare il varo della “legge sicurezza”, di denunciare gli atteggiamenti discriminatori di alcuni sindaci del territorio, intervenendo con i mezzi di informazione per dimostrare – con i fatti - che esiste non solo la possibilità ma la realtà di una convivenza rispettosa e cordiale. Finora sono state tre le iniziative pubbliche più importanti organizzate contro le leggi sulla sicurezza e a favore di un’interazione gioiosa: - manifestazione del 2 giugno 2009 come festa della Repubblica e della Costituzione (magliette “Io sono clandestino”), - ballo popolare interetnico in Piazza delle Erbe a Padova (la domenica di carnevale 2009) e - “cena per tutti” sempre in Piazza delle Erbe ad agosto 2008, settembre 2009 e 2010 (con la partecipazione fino ad un massimo di 1800 persone, servite, sedute ai loro tavoli).

CAMPAGNE ATTUALI

Campagna Acqua Bene Comune Tra il 2006 e il 2007 l'Associazione, all’interno dell’orizzonte culturale dei beni comuni e della decrescita, comincia un percorso di impegno anche sul tema dell'Acqua Bene Comune, aderendo con molte altre realtà alla campagna di raccolta firme a sostegno di una legge di iniziativa popolare indetta dal Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua. La campagna si chiude con oltre 400.000 firme raccolte a livello nazionale. Il cammino specifico sull'acqua riprende a fine 2008 quando il Governo con il decreto Ronchi forza la privatizzazione dei servizi idrici locali entro breve tempo (2012). Il Forum rilancia e propone tre referendum abrogativi. L'Associazione partecipa attivamente. Vengono depositate oltre un milione e cinquecentomila firme per ciascun quesito. Ora l'Associazione prosegue il suo impegno per i due referendum ammessi dalla Corte Costituzionale: “Due sì per l’acqua bene comune ”.

Campagna contro il nucleare civile.Nel 2009 è iniziata una attività di approfondimento e studio sulle implicazioni e sulle conseguenze del ritorno al nucleare civile, perseguito dal governo italiano. L’attività ha prodotto materiali divulgativi e portato all’adesione al Comitato “Sì alle energie rinnovabili, No al nucleare”, promotore di una raccolta di firme a sostegno di una Legge di iniziativa popolare volta a sviluppare l’efficienza energetica e l’uso delle fonti rinnovabili per salvaguardare il clima. L’iniziativa è terminata con la consegna di oltre 110.000 firme autenticate. Nel 2010 è stato prodotto e diffuso in oltre 30 mila copie il fascicolo “Energia nuova, pulita, rinnovabile”, in cui vengono esposti, in forma chiara e semplificata, le contraddizioni, i rischi e i costi del ritorno alla generazione nucleare di fronte alle possibilità di sviluppo delle fonti rinnovabili e i loro benefici effetti su clima ed occupazione. Il testo del fascicolo è stato accompagnato da un BCP Notizie speciale di approfondimento.

COME COLLABORARE

Se vuoi partecipare alle nostre iniziative, inserirti nel gruppo presente nella tua città o semplicemente ricevere informazioni sulle nostre attività attraverso il bollettino “BCP Notizie”, puoi contattare la segreteria nazionale a Padova in via Antonio da Tempo 2 - 35131 Tel: 049 8070522 Cell: 340 4539749 Fax: 049 8070699. e- mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. sito: www.beati.org

Per sostenerci:Beati i costruttori di pace. OnlusC/c postale n. 13752357C/c bancario n° 507020 presso Banca Popolare Etica – Filiale di piazza Insurrezione 10, 35137 Padova Coord. Internaz. (IBAN): IT50 W050 1812 1010 0000 0507 020
   

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