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Atomiche. La sicurezza umana prima di tutto.

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Atomiche. La sicurezza umana prima di tutto. Il coraggio di agire subito.
Logo1ONU.
Leggi l'articolo di Lisa Clark
pubblicato su Avvenire
25 marzo 2017

 «Sto invecchiando. Sono ormai stanca. Ma non posso morire prima che il mondo abbia messo al bando le armi nucleari, non potrei riposare in pace». Sono le parole della mia amica Seiko Ikeda, Hibakusha, cioè una sopravvissuta al bombardamento atomico su Hiroshima. Seiko aveva dodici anni e ricorda benissimo quel 6 agosto 1945. Da decenni gira il mondo, con i suoi racconti così vividi, per far capire che l’umanità e le bombe atomiche non possono convivere sullo stesso pianeta. E che l’unico modo per garantire che non vengano mai più usate è quello di eliminarle tutte.

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Comunicato RID: Da Hiroshima e Nagasaki all'Italia e al mondo: basta armi nucleari

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Comunicato Rete italiana per il Disarmo
Le date del 6 e 9 agosto, in ricordo dei bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki, possono essere considerate l'inizio dell'anno di attività per la richiesta di messa al bando delle armi nucleari. Anche in Italia con “Pace in Bici” (l'annuale biciclettata organizzata dai “Beati i Costruttori di Pace”) ricorderemo i 71 anni dell'uso delle atomiche in Giappone.
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Logo Pace in Bici 13

“Pace in Bici” Percorso 2016

Ritrovo a Longare, sera del 5 agosto.

6 agosto: Memoria di Hiroshima, ore 8.15, davanti al Site Pluto di Longare – Montecchio M. – Trissino – Priabona – Malo – Isola V. – Oasi naturalistica di Villaverla – Novoledo. Temi della giornata: inquinamento dell’acqua, devastazione del territorio con la Pedemontana, responsabilità e cura dell’acqua bene comune.

7 agosto: Novoledo – Cittadella – Morgano (TV). Temi della giornata: accoglienza e rifiuto dei più poveri, testimonianze.

8 agosto: Morgano – Vallenoncello (PN). Temi della giornata: atomiche, territorio, rifugiati.

9 agosto: Vallenoncello – Aviano. Ore 11, Memoria di Nagasaki, davanti alla Base USAF di Aviano.


Leggi anche l'approfondimento "Per un mondo libero da armi nucleari"
di Lisa Clark

 

Per un mondo libero da armi nucleari.

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girasolePer un mondo libero da armi nucleari.

Il 2016 sarà finalmente l’anno buono?

 Per chi si occupa di disarmo nucleare l’anno nuovo inizia il 6 agosto.

Di questi tempi, quindi, si tenta di fare il bilancio dell’anno passato e di rinnovare gli impegni per quello venturo, che inizierà alle 8.15 del 6 agosto, nel momento in cui ricorderemo il lancio (anzi, ricorderemo le vittime!) della prima bomba nucleare che fu sganciata in un’azione di guerra su Hiroshima nel 1945.

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Armi italiane nel mondo: destinazioni pericolose?

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15 luglio 2016

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Articolo

 

Obama ad Hiroshima: occasione per liberare il mondo dalle armi nucleari

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Comunicato stampa RETE DISARMO 26 maggio 2016

obama-nuclear 2-1

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Campagna: 3 richieste contro le armi nucleari.

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librettoDomani 26 settembre 2015 si celebra la seconda Giornata Internazionale per la Totale Eliminazione delle Armi Nucleari: la società civile di tutto il mondo chiede ai Governi che la minaccia nucleare venga cancellata dalla storia.

clicca sull'immagine per leggere il documento
e sottoscrivere le 3 richieste per il Governo Italiano

 

Ricordiamoci la nostra umanità

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kuyukovclicca sull'immagine per leggere il libretto


Hiroshima e Nagasaki. Quando sente pronunciare questi due nomi, ognuno di noi pensa direttamente alla bomba atomica, non alle città ricostruite, né ai loro abitanti attuali;  pensa al cambio di epoca storica sia rispetto alla guerra, che alla pace.
Il 6 e 9 agosto 1945 hanno posto l’umanità e il pianeta di fronte a un nuovo orologio, che scandisce i minuti che rimangono alla nostra civiltà per la possibilità reale dell’autodistruzione totale.
Per questo come associazione “Beati i costruttori di Pace” abbiamo ogni anno fatto memoria del 6-9 agosto per concorrere con tanti altri soggetti, associazioni e istituzioni a eliminare tutte le atomiche dal ventre della Terra.
È per questo che quest’anno ci presentiamo anche con un libretto di informazioni, scritto da Lisa Clark,  per stimolare la partecipazione alle iniziative in atto e per creare coscienza della necessità di partecipazione attiva di tutta la società, nonostante tutti gli insuccessi, i ritardi e le sordità della politica per le scelte di pace.
Albino Bizzotto

 

 

Pace in Bici 6 - 9 agosto 2015

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Il gruppo di Pace in bici a Mantova dopo la commemorazione
dello scoppio della prima bomba nucleare su Hiroshima .

Mantova Pace in bici 2015sito

 Segui il gruppo sulla pagina Facebook Pace in Bici

e sulla pagina Facebook Beati i costruttori di pace

 

 

Mayors for Peace

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Aviano2013Buon giorno a tutti i membri italiani di Mayors for Peace!

Ci avviciniamo alle giornate del 70mo anniversario dei bombardamenti atomici su Hiroshima e Nagasaki. E ci farebbe piacere poter essere utili a tutti voi che avete in programma delle iniziative per i giorni che vanno dal 6 al 9 agosto. Intanto, se ci informerete, possiamo condividere le notizie con tutti gli aderenti a Mayors for Peace, grazie alla mailing list .

Il Comune di Busto Arsizio (VA) organizza tutti gli anni un’iniziativa di commemorazione della tragedia di Hiroshima, la mattina del 6 agosto. E anche il Comune di Roma ha sempre previsto un solenne momento di memoria nel pomeriggio dello stesso giorno. L’anno scorso il Comune di Mirano (VE) organizzò l’esposizione della mostra di Mayors for Peace sui bombardamenti di Hiroshima e Nagasaki in quei giorni.

Leggi tutto: Mayors for Peace

 

Pace in Bici 2015

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FotoHiroshima-Nagasaki1945 - 2015: Settant'anni dai bombardamenti su Hiroshima e Nagasaki.

Pace in Bici 2015
Per un trattato che metta al bando le
atomiche

"La mia speranza è che si possa riparare a un terribile errore del passato, eliminando dalla nostra storia le guerre e le armi nucleari che possono distruggere l'umanità intera."
Seiko Ikeda, sopravvissuta alla bomba di Hiroshima,

sganciata il 6 agosto 1945, alle 8.15 del mattino.

Sono passati 70 anni, ma nonostante le speranze della cara Seiko, e della stragrande maggioranza delle donne e degli uomini della terra, il momento in cui tutte le armi nucleari saranno eliminate dal pianeta non sembra avvicinarsi.  

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2.Conferenza di Riesame del Trattato di Non proliferazione.

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usaukcanadaSeconda puntata!
di Lisa Clark.

E quindi, non è stato adottato alcun documento conclusivo. In un percorso sempre meno rispettoso delle regole democratiche, in cui le potenze nucleari (i P5) hanno dettato i contenuti sul disarmo, sono poi stati i potenti stessi (USA, UK e Canada) a rifiutare il documento per questioni legate alla conferenza prevista per marzo 2016 sulla costituzione di una Zona libera da armi di distruzione nel Medio Oriente. E lo hanno rifiutato prima che la maggioranza degli Stati avesse l’opportunità di esprimersi.

Come scrivevo ieri, in ogni caso, l’ipotesi più positiva mi sembrava la non-adozione del documento. Esiste un precedente, molto positivo, di una situazione del genere. Alla Conferenza di Riesame del 1990, il gruppo dei Non-allineati (NAM) prese una posizione forte: si rifiutarono di approvare il documento finale, anche allora troppo blando sul disarmo, e annunciarono che non avrebbero mai dato il loro assenso al prolungamento del Trattato di Non Proliferazione nel 1995 senza che prima si fosse negoziato un Trattato per la messa al bando generalizzata delle sperimentazioni nucleari (CTBT). Fu una forzatura che riuscì: nel 1995 si prolungò in perpetuità la durata del TNP, nel 1996 si aprì per le firme degli Stati il CTBT, ecc. Non tutte rose e fiori (l’accordo del 1995 prevedeva una Zona libera da armi di distruzioni di massa in Medio Oriente che, come sappiamo, ancora non c’è; il CTBT non è ancora entrato in vigore, sebbene tutti gli Stati che lo hanno ratificato ne stiamo già da anni osservando le proibizioni, e così via). Ma comunque un’azione condotta dai grandi numeri degli Stati non-nucleari e che le potenze nucleari hanno dovuto accettare. Un percorso di maggiore democrazia.

Ecco, la mancanza dell’adozione del documento conclusivo di questa Conferenza di Riesame del TNP può forse portare ad un’altra azione di questo tipo. Sembra che siano ormai oltre 100 gli Stati che hanno aderito (o annunciato di voler aderire) all’Impegno Solenne pronunciato dall’Austria. E’ davvero il segno che questi Stati hanno intenzione di lanciare un’altra via diplomatica, una via che non possa essere bloccata dal veto delle potenze nucleari. E c’è già chi sostiene che c’è un piano: si annuncerebbe l’inizio di un percorso verso la messa al bando delle armi nucleari già il prossimo agosto, a Hiroshima e Nagasaki, in occasione degli eventi per il 70mo anniversario della distruzione di quelle due città.

Lasciamo passare qualche giorno, per vedere che dichiarazione usciranno. E anche per digerire il comportamento scandaloso delle potenze nucleari. Dopo il percorso internazionale dell’Iniziativa Umanitaria, con uno straordinario lavoro da parte di esperti in ogni campo che hanno studiato e descritto in dettaglio la situazione del mondo oggi, illustrata e approfondita in tantissimi riunioni e tre conferenze internazionali (Oslo, Nayarit e Vienna): hanno portato alla nostra attenzione l’enorme aumento del rischio di una detonazione nucleare, le conseguenze talmente catastrofiche per gli essere umani che nessuna della agenzie preposte a provi rimedio ha speranze di riuscire nel compito, e la complessità delle interrelazioni, che oggi siamo in grado di capire, per cui anche la detonazione di alcune bombe nel subcontinente indiano porterebbe ad una carestia in Africa equatoriale, e così via. L’Austria nel suo Impegno Solenne ha dichiarato che ha preso coscienza del fatto che il rischio oggi minaccia la sicurezza dell’umanità intera ed è per questo un imperativo per tutti gli Stati ragionare in termini di sicurezza umana e promuovere la protezione dei civili in tutto il pianeta. E la Francia è riuscita a superare tutti in cinismo, affermando che sono decenni che non arrivano nuove informazioni sulle conseguenze delle armi nucleari.

Concludo ricordando che l’Italia non brilla: non ha sottoscritto la risoluzione sulle conseguenze umanitarie (come hanno fatto altri 159 Stati), e non ha aderito all’Impegno Solenne, il famoso “Pledge” austriaco. Forse dobbiamo iniziare a lavorare in casa nostra.

LEGGI QUI LA PRIMA PARTE.